Il cartiglio nel disegno tecnico: cosa scrivere e perché (ISO 7200)

Il cartiglio nel disegno tecnico: cosa scrivere e perché (ISO 7200)

October 20, 2026•6 min read

Di Fabrizio, progettista meccanico dal 1986

Il riquadro in basso a destra è la carta d'identità del disegno. Quali campi chiede la norma, cosa aggiunge ogni ufficio tecnico, e come si compila da solo in Inventor.

In breve

Il cartiglio è il riquadro in basso a destra della tavola con i dati che identificano il disegno. La ISO 7200 chiede sette campi obbligatori: proprietario, numero di identificazione, data di emissione, titolo, chi lo ha redatto, chi lo ha approvato e tipo di documento. Negli uffici tecnici si aggiungono quasi sempre materiale, scala, metodo di proiezione, tolleranze generali, rugosità generale e indice di revisione. È la prima cosa che guarda chi riceve il disegno.

In questo articolo

  1. Cos'è il cartiglio e dove va
  2. I campi della ISO 7200
  3. Cosa si aggiunge in quasi tutti gli uffici tecnici
  4. La tabella delle revisioni
  5. Come si compila da solo in Inventor
  6. Gli errori più comuni
  7. Le norme di riferimento
  8. Domande frequenti

Cos'è il cartiglio e dove va

Il cartiglio è la carta d'identità del disegno. Chi riceve una tavola, in officina, al magazzino o da un fornitore, guarda prima lì: che pezzo è, che numero ha, che revisione, in che materiale. Solo dopo guarda le viste.

Va in basso a destra, dentro la squadratura, cioè la cornice che delimita l'area di disegno. La squadratura e i formati sono fissati dalla ISO 5457: i fogli della serie A (A4, A3, A2, A1, A0), con un margine più largo sul lato sinistro per la rilegatura e i segni di centratura a metà dei lati. La ISO 7200 vuole il cartiglio largo al massimo 180 mm, così ci sta anche su un A4 verticale.

I campi della ISO 7200

La norma divide i campi in obbligatori e facoltativi. Quelli obbligatori sono sette:

CampoCosa ci va
ProprietarioL'azienda a cui appartiene il disegno
Numero di identificazioneIl numero del disegno, unico: è quello con cui lo si cerca in archivio
Data di emissioneQuando il disegno è stato emesso
TitoloIl nome del pezzo o dell'assieme: corto e chiaro, per esempio "Flangia di attacco"
Redatto daChi ha fatto il disegno
Approvato daChi lo ha approvato per l'uso
Tipo di documentoPer esempio disegno di particolare, disegno di assieme, schema

Tra quelli facoltativi ci sono l'indice di revisione, il numero del foglio e il numero totale dei fogli, il reparto responsabile, lo stato del documento e la lingua. "Facoltativo" per la norma non vuol dire inutile: la revisione, in pratica, c'è in tutti i cartigli d'officina.

Cosa si aggiunge in quasi tutti gli uffici tecnici

Non sono tutti campi della ISO 7200, ma quasi tutti i cartigli di un'officina meccanica li hanno, perché servono a costruire il pezzo:

  • Il materiale, con la sua designazione: non "acciaio", ma per esempio S235JR o C45. Con "acciaio" il magazzino non sa cosa prendere. Come si leggono le sigle lo spiego nell'articolo sul materiale sul disegno.
  • Il trattamento, termico o superficiale, se c'è.
  • La scala principale del disegno.
  • Il simbolo del metodo di proiezione: in Europa il metodo E. Lo spiego nell'articolo sulle proiezioni ortogonali.
  • Le tolleranze generali, quelle che valgono per tutte le quote senza una tolleranza scritta: di solito con il riferimento alla ISO 2768-1 e una classe, per esempio m. Come si leggono le tolleranze lo spiego nell'articolo sulle tolleranze H7/h6.
  • La rugosità generale, quella di tutte le superfici senza un simbolo: ne parlo nell'articolo sulla rugosità.
  • La massa, il formato del foglio, il foglio 1 di 1.
  • Le firme del controllo, se nel tuo ufficio il disegno lo rilegge qualcuno prima dell'approvazione.
  • La nota di proprietà: la frase che dice che il disegno non si può riprodurre o dare a terzi senza autorizzazione. La norma di riferimento è la ISO 16016.

Un esempio di cartiglio con titolo, numero del disegno, revisione, materiale, trattamento, scala, metodo di proiezione, tolleranze e rugosità generali, firme e formato

Un esempio di cartiglio. Ogni ufficio tecnico ha il suo: conta che ci siano i campi della norma e quelli che servono a costruire il pezzo, e che si leggano in un colpo d'occhio.

La tabella delle revisioni

Sopra il cartiglio, o accanto, c'è spesso la tabella delle revisioni: per ogni lettera, cosa è cambiato, quando e chi lo ha fatto. Nel cartiglio c'è sempre l'ultima lettera. La regola che non si tocca: un disegno già emesso non si modifica senza cambiare revisione. Come si gestisce una revisione, passo per passo, lo racconto in il primo lavoro da disegnatore junior.

Come si compila da solo in Inventor

In Inventor il cartiglio non si scrive a mano. I campi del cartiglio sono collegati alle proprietà del file, che Inventor chiama iProperties: titolo, numero parte, descrizione, autore, materiale, massa, revisione, chi ha controllato e approvato. Le compili nel modello, e il cartiglio della tavola le legge da lì.

  • Il vantaggio: cambi il materiale nel pezzo, e il cartiglio si aggiorna. Il titolo è lo stesso nel file, nella tavola e nella distinta.
  • Dove si imposta: nel template del disegno, tra le risorse del disegno, dove si modifica il cartiglio e si inseriscono i campi collegati. Una volta fatto, vale per tutte le tavole. Lo spiego nell'articolo sui template di Inventor.
  • I campi da chiedere al momento: per quelli che cambiano tavola per tavola, il cartiglio può chiederli quando inserisci il foglio.

Dalla pratica

Il cartiglio è la prima cosa che guarda chi riceve il disegno: numero, revisione, materiale. Se lì c'è un errore, il pezzo sbagliato parte prima ancora che qualcuno guardi una quota. Controllalo per ultimo, ogni volta, anche quando sei di fretta.

Gli errori più comuni

  • Il materiale generico: "acciaio", "alluminio". Serve la designazione.
  • La scala sbagliata, rimasta quella di prima dopo aver cambiato la scala delle viste.
  • La revisione non aggiornata: il disegno è cambiato, la lettera no.
  • Le tolleranze generali mancanti: ogni quota senza tolleranza diventa una discussione.
  • I campi scritti a mano invece che collegati alle proprietà: alla prima modifica non tornano più.
  • Il cartiglio decorato. Una volta in ufficio un collega aveva messo in un disegno un omino 3D, quello che noi chiamavamo «il Mugnaio», con una lama che gli tagliava il collo. «Ma siete disegnatori o pittori?» Il cartiglio, come tutta la tavola, deve essere chiaro, non bello.

Il cartiglio è l'ultimo passaggio della messa in tavola, ma va pensato per primo, quando si prepara il template. Nel mio percorso, MechMastery, i miei template per Inventor hanno il cartiglio già pronto e collegato alle proprietà: li configuriamo insieme alla lezione 14.

Le norme di riferimento

ISO 7200:2004, campi di dati nei cartigli e nelle intestazioni dei documenti. ISO 5457, formati e squadratura dei fogli. ISO 5456-2, metodi di proiezione e loro simboli. ISO 2768-1, tolleranze generali. ISO 16016, note di protezione per limitare l'uso dei documenti e dei prodotti.

Domande frequenti

Dove va il cartiglio?

Nell'angolo in basso a destra dell'area di disegno, dentro la squadratura, orientato come il disegno. Così si legge subito anche con il foglio piegato o in archivio.

Cosa è obbligatorio scrivere nel cartiglio?

La ISO 7200 chiede sette campi: il proprietario del documento, il numero di identificazione, la data di emissione, il titolo, chi lo ha redatto, chi lo ha approvato e il tipo di documento. Gli uffici tecnici aggiungono quasi sempre materiale, scala, metodo di proiezione, tolleranze generali e revisione.

La scala va nel cartiglio?

Sì, la scala principale del disegno va nel cartiglio, e le viste disegnate a una scala diversa la riportano vicino al loro nome. Le quote però si scrivono sempre con la misura vera del pezzo, qualunque sia la scala.

Che differenza c'è tra cartiglio e squadratura?

La squadratura è la cornice che delimita l'area di disegno del foglio, con i margini e i segni di centratura previsti dalla ISO 5457. Il cartiglio è il riquadro dei dati, che sta dentro la squadratura, in basso a destra.


Vuoi arrivare al tuo primo disegno tecnico completo?

Nel video gratuito ti spiego com'è fatto il mio percorso di affiancamento 1 a 1 con Inventor, tappa per tappa, e per chi è. Lasci nome ed email e lo guardi subito.

Guarda il video gratuito →

blog author avatar

Fabrizio

Lavora in ufficio tecnico dal 1986 e progetta macchine industriali: presse piegatrici, nastri trasportatori, attrezzature di sollevamento, automazione e robotica. Con MechMastery affianca chi vuole imparare il disegno tecnico con Inventor.

Back to Blog