
Quotatura nel disegno tecnico: le regole che servono in officina
Di Fabrizio, progettista meccanico dal 1986
Gli elementi di una quota, le regole della norma, in serie o in parallelo, e gli errori che fanno tornare indietro una tavola dall'officina.
In breve
Quotare un disegno vuol dire dare tutte le misure necessarie per costruire e controllare il pezzo: ognuna una volta sola, sulla vista dove si legge meglio, partendo dai riferimenti che contano per il funzionamento. Le regole sono nella norma ISO 129-1, la cui ultima edizione è del 2018.
In questo articolo
- Gli elementi di una quota
- Le regole che contano di più
- In serie, in parallelo o da un riferimento
- Gli errori che fanno tornare indietro una tavola
- E in Inventor?
- Le norme di riferimento
- Domande frequenti
Gli elementi di una quota
Ogni quota è fatta di quattro parti, e ognuna ha le sue regole:
- Le linee di riferimento (dette anche di richiamo): partono dal contorno del pezzo e indicano i due punti tra cui si misura.
- La linea di misura: è parallela alla misura e sta tra le due linee di riferimento.
- Le terminazioni: di solito le frecce alle estremità della linea di misura.
- Il valore: il numero, sopra la linea di misura, in millimetri se non è indicato altro.

Gli elementi di una quota. Le linee di riferimento superano di poco la linea di misura.
Le regole che contano di più
- Ogni misura una volta sola. Se una quota si può ricavare dalle altre, non si ripete. Una quota doppia prima o poi viene corretta in un punto e non nell'altro.
- Tutte le misure che servono, nessun conto da fare. Chi costruisce il pezzo non deve sommare o sottrarre per trovare una misura.
- Sulla vista che mostra meglio l'elemento. Il diametro di un foro si quota dove il foro si vede bene, non dove compare come una linea tratteggiata.
- Niente quote sugli spigoli nascosti. Se un elemento si vede solo tratteggiato, serve una sezione: come si fa lo spiego nell'articolo sulle sezioni nel disegno tecnico.
- Le linee d'asse e i contorni non fanno da linee di misura. Le linee di misura sono sempre linee a parte.
- Le linee di misura non si incrociano. Le quote più corte vicino al pezzo, le più lunghe più fuori.
- Il valore si legge dal basso o da destra, sopra la linea di misura e circa a metà.
- I simboli giusti davanti al valore. Ø per i diametri, R per i raggi, SØ e SR per le sfere, □ per le sezioni quadre, M per le filettature metriche. Una quota ausiliaria, data solo per informazione, va tra parentesi.
- Prima le quote funzionali. Quelle che servono perché il pezzo funzioni e si monti: superfici di appoggio, accoppiamenti, interassi dei fori.
Quando una quota appartiene a un accoppiamento, come un albero che entra in un foro, ci va anche la tolleranza: come si leggono e si scrivono H7 e h6 lo spiego nell'articolo sulle tolleranze H7/h6. Per tutte le altre quote vale la tolleranza generale scritta nel cartiglio. Quando conta la forma o la posizione, non solo la misura, servono le tolleranze geometriche.
In serie, in parallelo o da un riferimento
Le stesse misure si possono disporre in modi diversi, e non è una questione di gusto: cambia il pezzo che esce dall'officina.

Lo stesso albero a gradini. In serie, la posizione dell'ultimo gradino dipende dagli errori dei tre tratti; in parallelo, ogni gradino è misurato dalla stessa superficie.
| Disposizione | Come funziona | Quando usarla |
|---|---|---|
| In serie | Ogni quota parte dalla fine della precedente | Quando conta la distanza tra due elementi vicini, non la loro posizione sul pezzo |
| In parallelo | Tutte le quote partono dallo stesso riferimento | Quando conta la posizione rispetto a una superficie, per esempio quella di appoggio |
| A coordinate | Un riferimento e una sola linea, con i valori progressivi | Pezzi con tanti fori o elementi in fila, tipici delle lavorazioni a controllo numerico |
| Combinata | Un insieme delle precedenti | È il caso più comune: ogni gruppo di quote si sceglie in base alla funzione |
Gli errori che fanno tornare indietro una tavola
- La catena chiusa. Quotare tutti i tratti in serie e anche la lunghezza totale: una delle misure è di troppo. Se la vuoi lasciare per informazione, va tra parentesi.
- Le quote incrociate. Linee di misura che si tagliano: si leggono male e si sbagliano.
- Il riferimento sbagliato. Quotare da un bordo comodo da misurare invece che dalla superficie che lavora.
- Le quote sul tratteggio. Un foro nascosto si fa vedere con una sezione, non si quota sulle linee tratteggiate.
- Smussi e raccordi dimenticati. Se non li quoti uno per uno, serve una nota generale che dica come farli.
Dalla pratica
Prima di consegnare una tavola, fai una prova: immagina di essere in officina con in mano solo quel foglio. Riesci a costruire il pezzo senza chiedere niente e senza fare un conto? Se la risposta è no, manca una quota.
E in Inventor?
Inventor può portare nella tavola le quote che hai usato per modellare il pezzo. Comodo, ma attenzione: quelle quote seguono il modo in cui hai costruito il modello, non per forza la funzione del pezzo. Le quote del disegno le decidi tu, con le regole qui sopra. Come si fa una tavola completa lo spiego nella guida alla messa in tavola con Inventor.
Le norme di riferimento
ISO 129-1:2018, Technical product documentation, presentazione di quote e tolleranze, parte 1: principi generali. ISO 128, principi generali di rappresentazione. ISO 286-1, tolleranze dimensionali e accoppiamenti. Le norme UNI 3973, 3974 e 3975 del 1989 sono state sostituite.
Domande frequenti
Qual è la norma per la quotatura?
La ISO 129-1, che fissa i principi generali per indicare quote e tolleranze sui disegni tecnici. L'ultima edizione è del 2018. Le vecchie norme italiane UNI 3973, 3974 e 3975 sono state sostituite.
Cos'è la quotatura funzionale?
È la quotatura che parte da quello che serve al pezzo per funzionare e per essere montato: le superfici di appoggio, gli accoppiamenti, gli interassi dei fori. Quelle quote si mettono per prime e si riferiscono agli elementi che contano davvero, non ai bordi più comodi da misurare.
Qual è la differenza tra quotatura in serie e in parallelo?
In serie ogni quota parte dalla fine della precedente, come una catena: è semplice, ma gli errori di ogni tratto si sommano. In parallelo tutte le quote partono dallo stesso riferimento: ogni misura è indipendente dalle altre, ed è la scelta giusta quando conta la posizione rispetto a una superficie.
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