Proiezioni ortogonali: metodo E e metodo A, come non sbagliarsi

Proiezioni ortogonali: metodo E e metodo A, come non sbagliarsi

October 20, 2026•7 min read

Di Fabrizio, progettista meccanico dal 1986

Dove va la vista dall'alto, dove va quella da sinistra, come si riconosce il metodo da un simbolo, e perché una tavola letta al contrario manda in officina un pezzo con i fori dalla parte sbagliata.

In breve

Le proiezioni ortogonali rappresentano un pezzo tridimensionale con più viste piane, ognuna guardata dritta contro una faccia. Con il metodo E, quello europeo e italiano, ogni vista si mette dalla parte opposta rispetto a dove guardi: la vista dall'alto va sotto la frontale, la vista da sinistra va a destra. Con il metodo A, usato soprattutto negli Stati Uniti, succede il contrario. Il metodo si dichiara con un simbolo nel cartiglio. Le regole sono nella ISO 5456-2.

In questo articolo

  1. Cosa sono le proiezioni ortogonali
  2. Il metodo E: la vista va dalla parte opposta
  3. Il metodo A: la vista va dalla stessa parte
  4. Il simbolo: come si riconosce il metodo di una tavola
  5. Come si sceglie la vista frontale
  6. Quante viste servono
  7. Gli errori più comuni
  8. E in Inventor?
  9. Le norme di riferimento
  10. Domande frequenti

Cosa sono le proiezioni ortogonali

Un pezzo ha tre dimensioni, un foglio ne ha due. Per far capire un pezzo a chi lo deve costruire lo guardi da più lati, dritto contro ogni faccia, come se avessi gli occhi lontanissimi: le linee di vista sono tutte parallele tra loro e perpendicolari al foglio. Ogni vista che ottieni è una proiezione ortogonale.

Le viste possibili sono sei: frontale, dall'alto, dal basso, da sinistra, da destra e posteriore. Quasi mai servono tutte. La più importante è la vista frontale, che si chiama anche principale: è quella che descrive meglio il pezzo, e tutte le altre si dispongono intorno a lei secondo il metodo di proiezione.

Il punto è proprio questo: dove si mettono le altre viste. Ci sono due metodi, e se chi disegna ne usa uno e chi legge pensa all'altro, il pezzo esce sbagliato.

Il metodo E: la vista va dalla parte opposta

Il metodo E, la proiezione del primo diedro, è quello che si usa in Italia e in quasi tutta Europa. Immagina il pezzo davanti a te e, dietro il pezzo, il foglio. Quello che vedi guardando il pezzo da un lato lo proietti attraverso il pezzo, sul foglio dall'altra parte. Quindi:

  • la vista dall'alto va sotto la vista frontale;
  • la vista dal basso va sopra;
  • la vista da sinistra va a destra;
  • la vista da destra va a sinistra;
  • la vista posteriore va di fianco a una delle viste laterali, dove c'è posto.

Un blocco a gradino disegnato con il metodo E: la vista frontale, la vista dall'alto sotto e la vista da sinistra a destra

Un blocco a gradino con un foro sul lato sinistro. Con il metodo E la vista da sinistra, dove il foro si vede pieno, si mette a destra della vista frontale. Le linee a tratti sono gli spigoli nascosti.

Il trucco per non sbagliarti: nel metodo E la vista passa attraverso il pezzo. Guardi da sinistra, e quello che vedi lo spingi oltre il pezzo, fino al foglio sulla destra.

Il metodo A: la vista va dalla stessa parte

Il metodo A, la proiezione del terzo diedro, si usa soprattutto negli Stati Uniti e nei disegni che arrivano da lì. Qui immagini il foglio tra te e il pezzo, come un vetro: quello che vedi da un lato lo disegni sul vetro da quel lato. Quindi la vista dall'alto va sopra la frontale, la vista da sinistra va a sinistra, e così via.

Il metodo A non è sbagliato: è un altro modo, e la norma li prevede tutti e due. Quello che non si fa mai è mescolarli sulla stessa tavola. E se lavori per un cliente o un fornitore americano, prima di leggere un disegno guarda il simbolo.

Guardi il pezzo da...Metodo E: la vista va...Metodo A: la vista va...
soprasotto la frontalesopra la frontale
sottosopra la frontalesotto la frontale
sinistraa destra della frontalea sinistra della frontale
destraa sinistra della frontalea destra della frontale

Il simbolo: come si riconosce il metodo di una tavola

Il metodo di proiezione si dichiara con un simbolo, di solito nel cartiglio o vicino: un tronco di cono disegnato di fianco, che sembra un trapezio, e di fronte, con due circonferenze. Il simbolo stesso è disegnato con il metodo che rappresenta.

I simboli del metodo E e del metodo A: nel metodo E le circonferenze stanno a destra del trapezio, nel metodo A a sinistra

Il tronco di cono visto di fianco (il trapezio) e di fronte (le due circonferenze). Nel metodo E le circonferenze stanno a destra, nel metodo A a sinistra.

Se il simbolo manca, si capisce dalle viste: se la vista dall'alto, quella che fa vedere la pianta del pezzo, sta sotto la frontale, il disegno è in metodo E. Ma un disegno senza simbolo è un disegno incompleto: come si compila il cartiglio lo spiego nell'articolo sul cartiglio.

Come si sceglie la vista frontale

La vista frontale non è per forza "il davanti" del pezzo. È la vista che:

  • fa vedere più forme e più dettagli del pezzo;
  • ha meno linee nascoste, cioè meno spigoli che non si vedono;
  • spesso mostra il pezzo nella posizione in cui si lavora o si monta: un albero di solito si disegna orizzontale, come sta sul tornio.

Scegliere bene la frontale fa risparmiare viste. Sceglierla male ti costringe a una vista in più e a un sacco di linee tratteggiate.

Quante viste servono

Quelle che servono per descrivere il pezzo senza dubbi, e nessuna di più. Ogni vista in più è una cosa in più da controllare e da tenere aggiornata.

  • Un pezzo prismatico normale: spesso due o tre viste.
  • Un albero, una boccola, un perno: a volte una vista sola, con il simbolo Ø sulle quote dei diametri.
  • Una piastra sottile: una vista, con lo spessore scritto in una nota o quotato in una seconda vista.
  • Un pezzo con fori e cave interne: meno viste e una sezione, invece di tante linee nascoste. Come si fa lo spiego nell'articolo sulle sezioni nel disegno tecnico.

Quando una vista non ci sta nella sua posizione, la norma permette anche il metodo delle frecce: indichi con una freccia e una lettera da dove guardi, e metti la vista dove c'è posto, con la stessa lettera sopra.

Dalla pratica

Prima di mettere le quote, guarda le viste che hai messo e chiediti se ce n'è una che puoi togliere senza perdere informazioni. Se la risposta è sì, toglila. Una tavola pulita si legge in un minuto; una tavola piena di viste inutili fa venire i dubbi anche quando è giusta.

Gli errori più comuni

  • Il template sbagliato. Un CAD installato con lo standard americano mette le viste con il metodo A senza dirtelo.
  • Metodi mescolati. Una vista messa "dove stava bene" invece che dove vuole il metodo: chi legge la interpreta al contrario.
  • Il simbolo mancante nel cartiglio.
  • La frontale sbagliata, che costringe a viste in più e a linee nascoste ovunque.
  • Le viste non allineate. Le viste proiettate devono stare in linea con la frontale: se ne sposti una, chi legge perde il riferimento.

E in Inventor?

In Inventor il metodo di proiezione è un'impostazione dello standard di disegno: si sceglie nell'editor degli stili e degli standard, e da lì lo usano tutte le viste proiettate. Per questo conviene impostarlo una volta nel template, come spiego nell'articolo sui template di Inventor. Poi metti la vista di base, trascini il cursore e Inventor mette ogni vista proiettata nella posizione giusta per il metodo scelto. Tutti i passaggi sono nella guida alla messa in tavola con Inventor.

Le viste sono la prima cosa che si impara del disegno tecnico, prima ancora delle quote. Nel mio percorso, MechMastery, vengono prima di aprire il programma: più di dieci video di basi, perché il mestiere viene prima del software.

Le norme di riferimento

ISO 5456-2, metodi di proiezione, parte 2: rappresentazioni ortogonali (metodo E, primo diedro, e metodo A, terzo diedro, con i loro simboli). ISO 128-3, viste, sezioni e tagli. ISO 128-2, tipi di linee. ISO 7200, campi del cartiglio.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra metodo E e metodo A?

Cambia la posizione delle viste. Nel metodo E, usato in Italia e in Europa, ogni vista si mette dalla parte opposta rispetto a dove guardi: la vista dall'alto va sotto la frontale, quella da sinistra va a destra. Nel metodo A, usato soprattutto negli Stati Uniti, ogni vista si mette dalla stessa parte: la vista dall'alto va sopra, quella da sinistra va a sinistra.

Come capisco con che metodo è fatto un disegno?

Dal simbolo nel cartiglio: un tronco di cono disegnato di fianco e di fronte. Nel metodo E le due circonferenze stanno a destra del trapezio, nel metodo A a sinistra. Se il simbolo manca, guarda le viste: se la vista dall'alto è sotto la frontale, è metodo E.

Perché si chiama primo diedro?

Perché nel metodo E il pezzo si immagina nel primo diedro, cioè tra chi guarda e i piani su cui si proietta. Nel metodo A il pezzo sta nel terzo diedro: i piani di proiezione stanno tra chi guarda e il pezzo, come vetri trasparenti.

Quante viste bisogna disegnare?

Quelle che servono per descrivere il pezzo senza dubbi, e non di più. Spesso ne bastano due o tre; un pezzo cilindrico a volte ne ha una sola, con il simbolo del diametro sulle quote.


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Fabrizio

Lavora in ufficio tecnico dal 1986 e progetta macchine industriali: presse piegatrici, nastri trasportatori, attrezzature di sollevamento, automazione e robotica. Con MechMastery affianca chi vuole imparare il disegno tecnico con Inventor.

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