
Come si legge un disegno tecnico meccanico, in 5 passi
Di Fabrizio, progettista meccanico dal 1986
Cinque cose da guardare, sempre nello stesso ordine, prima di toccare un pezzo: dal cartiglio alle note. Con una tavola d'esempio numerata punto per punto.
In breve
Un disegno tecnico meccanico si legge in cinque passi, sempre nello stesso ordine. Primo il cartiglio, con il pezzo, la revisione, il materiale, la scala e il metodo di proiezione; secondo le viste, dove trovi la frontale e, con il metodo E, capisci da che parte è guardata ogni altra vista. Terzo, le sezioni: la traccia con le lettere ti dice dove è tagliato il pezzo e cosa c'è dentro. Quarto, le quote, partendo da quelle con la tolleranza scritta. Quinto, le note e la rugosità, che valgono per tutto il pezzo.
In questo articolo
- Perché serve un ordine
- 1. Il cartiglio: che pezzo è
- 2. Le viste: da dove è guardato il pezzo
- 3. Le sezioni: cosa c'è dentro
- 4. Le quote e le tolleranze: cosa conta
- 5. Le note e la rugosità: quello che vale per tutto
- Gli errori di chi legge una tavola
- Riferimenti
- Domande frequenti
Perché serve un ordine
Una tavola è piena di informazioni, e non pesano tutte allo stesso modo. Se parti da una quota a caso, rischi di perderti la nota che cambia tutto, o di leggere le viste al contrario. Con un ordine fisso, invece, in pochi minuti sai che pezzo è, com'è fatto e quali sono le superfici che contano.
Io faccio così con ogni disegno, anche con i miei: dal generale al particolare. Ecco i cinque passi, numerati sulla tavola.

I cinque punti, nell'ordine: 1 il cartiglio; 2 le viste, con la sezione A-A al posto della frontale, la vista dall'alto sotto e quella da sinistra a destra, come vuole il metodo E; 3 la traccia della sezione; 4 la quota con la tolleranza; 5 le note e la rugosità.
1. Il cartiglio: che pezzo è
Si parte dal riquadro in basso a destra. Prima di guardare una sola linea, cerca queste cose:
- Titolo e numero del disegno: che pezzo è e come si chiama in archivio.
- La revisione: è l'ultima? Se in mano hai la revisione A e in archivio c'è già la B, stai lavorando su un disegno vecchio.
- Il materiale, con la sua designazione, per esempio S235JR o C45, e il trattamento, se c'è.
- La scala: ti dà un'idea delle proporzioni, niente di più. Le misure sono quelle scritte nelle quote.
- Il simbolo del metodo di proiezione: in Italia quasi sempre il metodo E. Ti serve al passo 2.
- Le tolleranze e la rugosità generali: dicono quanto deve essere preciso tutto quello che non ha un'indicazione sua.
Cosa c'è nei campi, e perché, lo spiego nell'articolo sul cartiglio.
2. Le viste: da dove è guardato il pezzo
Adesso le viste. La prima da trovare è la vista frontale, quella che descrive meglio il pezzo: di solito è la più piena di dettagli, e le altre stanno intorno a lei.
Poi usa il metodo che hai letto nel cartiglio. Con il metodo E la vista dall'alto sta sotto la frontale e quella da sinistra sta a destra: ogni vista va dalla parte opposta rispetto a dove guardi. Se leggi con il metodo sbagliato, i fori finiscono dalla parte sbagliata. Le regole, con i disegni, sono nell'articolo sulle proiezioni ortogonali.
Per ricostruire il pezzo in testa, segui un elemento alla volta da una vista all'altra: le viste sono allineate, quindi un foro della frontale lo ritrovi sulla stessa linea nella vista accanto. E leggi le linee: la continua grossa è uno spigolo che si vede, quella a tratti uno spigolo nascosto, la mista fine un asse. Tutti i tipi sono nell'articolo sulle linee del disegno tecnico.
3. Le sezioni: cosa c'è dentro
Se il pezzo ha fori, cave o spessori interni, quasi sempre c'è una sezione. Cerca la traccia del piano di sezione: una linea mista fine, ingrossata alle estremità, con due frecce e una lettera per parte. Le frecce dicono da dove si guarda, la lettera ti porta alla vista che ha lo stesso nome, per esempio A-A.
Nella sezione il tratteggio è il materiale tagliato. Dove non c'è tratteggio c'è un vuoto, cioè un foro o una cava, oppure un pezzo che per convenzione non si seziona, come una vite o un albero pieno tagliato per lungo. Tutte le regole sono nell'articolo sulle sezioni nel disegno tecnico.
4. Le quote e le tolleranze: cosa conta
Solo adesso si guardano le misure. Le quote sono in millimetri, se non è scritto altro, e il simbolo davanti al numero dice che misura è: Ø il diametro, R il raggio, M una filettatura metrica. Una quota tra parentesi è ausiliaria: è lì per informazione, e non si usa per lavorare.
Non leggerle tutte con lo stesso peso. Parti da quelle che hanno una tolleranza scritta, come Ø20 H7, e dalle tolleranze geometriche, quelle nei riquadri con il simbolo, come la planarità o la perpendicolarità. Sono i punti dove il pezzo lavora: un accoppiamento, un appoggio, un centraggio. Come si leggono lo spiego negli articoli sulle tolleranze H7/h6 e sulle tolleranze geometriche.
Guarda anche da dove partono le quote. Se tante misure partono dalla stessa faccia, quella è il riferimento: si lavora e si controlla da lì. Per tutte le quote senza tolleranza vale la tolleranza generale del cartiglio. Le regole sono nella guida alla quotatura.
5. Le note e la rugosità: quello che vale per tutto
L'ultimo passo è quello che si salta più spesso, ed è un errore. Vicino al cartiglio ci sono le note generali, che valgono per tutto il pezzo: come fare gli smussi non quotati, quali spigoli smussare, un trattamento, una lavorazione da fare in un certo modo. Una nota scritta lì vale quanto una quota.
Poi la rugosità. Quella generale, scritta una volta vicino al cartiglio con il simbolo tra parentesi, vale per tutte le superfici senza indicazione. I simboli sul disegno segnano le superfici che devono essere diverse, quasi sempre più fini, e anche questo ti dice quali superfici lavorano. Come si leggono i simboli lo spiego nell'articolo sulla rugosità.
Dalla pratica
Alla fine della lettura prova a raccontare il pezzo a voce, in tre frasi: che pezzo è e di che materiale, com'è fatto, quali sono le due o tre superfici che contano. Se non ci riesci, torna al passo che ti manca. E se una cosa non si capisce, non tirare a indovinare: chiedi a chi ha fatto il disegno.
Gli errori di chi legge una tavola
- Misurare sul foglio con il righello. Il foglio può essere stampato ridotto, e la scala non è una quota. Se una misura manca, si chiede.
- Lavorare su una revisione vecchia, perché nessuno ha guardato la lettera nel cartiglio.
- Leggere in metodo A un disegno in metodo E, o il contrario: il pezzo che ne esce è speculare a quello giusto.
- Saltare le note generali, e ritrovarsi con gli spigoli vivi dove servivano gli smussi.
- Ricavare il materiale dal tratteggio. Il materiale si legge nel cartiglio, non dal disegno delle linee.
Leggere un disegno è metà del mestiere. L'altra metà è farlo, in modo che chi lo riceve lo legga con questi cinque passi senza dover chiedere niente. Nel mio percorso, MechMastery, ti affianco io, uno a uno, per 6 settimane: alla lezione 15 c'è la tua prima modellazione con la prima tavola, e in 6 settimane arrivi al tuo primo disegno tecnico completo con Inventor. Come funziona il percorso.
Riferimenti
ISO 7200, campi di dati nei cartigli. ISO 5456-2, metodi di proiezione, rappresentazioni ortogonali (metodo E e metodo A). ISO 128-2, tipi di linee. ISO 128-3, viste, sezioni e tagli. ISO 129-1, presentazione di quote e tolleranze. ISO 286-1, tolleranze dimensionali e accoppiamenti. ISO 2768-1, tolleranze generali. ISO 1101, tolleranze geometriche. ISO 21920-1, indicazione della struttura superficiale (la rugosità).
Domande frequenti
Da dove si comincia a leggere un disegno tecnico?
Dal cartiglio, in basso a destra: dice che pezzo è, il numero e la revisione, il materiale, la scala e il metodo di proiezione. Solo dopo si guardano le viste. Se parti dalle viste senza sapere il metodo, rischi di leggere il pezzo al contrario.
Si possono prendere le misure sul foglio con il righello?
No. Le misure del pezzo sono quelle scritte nelle quote, qualunque sia la scala. Il foglio può essere stampato ridotto, e la scala serve solo a dare un'idea delle proporzioni. Se una misura manca, si chiede a chi ha fatto il disegno.
Cosa vuol dire una quota tra parentesi?
È una quota ausiliaria: è data solo per informazione, perché si ricava dalle altre. Non si usa per lavorare o per controllare il pezzo, e non ha una tolleranza da rispettare.
Cosa vogliono dire Ø, R e M davanti a una quota?
Ø è il diametro, R il raggio, M una filettatura metrica: M8 vuol dire filetto metrico con diametro nominale di 8 mm, a passo grosso se il passo non è scritto. Per le sfere si scrive SØ e SR, e il quadratino davanti alla misura indica una sezione quadra.
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